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26/01/2015

Le domande non fatte a Franceschini per Verybello.it

[di Maurizio Boscarol]

Sul Fatto Quotidiano sono state fatte al Ministro Franceschini alcune domande per chieder conto del mediocre risultato del sito Verybello.it.

Tutto sommato Franceschini ha persino fatto una bella figura, perché il costo (35.000 €) è molto inferiore a quanto inizialmente indicato sui giornali, anzi, per come stimo io un progetto di questo tipo che a regime sarà multilingua, la gestione tecnica fino alla fine dell’Expo, il fatto che sono già e saranno costretti a intervenire per molte settimane per migliorare un progetto evidentemente messo su in fretta, per un’agenzia che ha dei costi fissi rischia di essere addirittura un lavoro in perdita (poi, certo, lo so che c’è gente che si sta offrendo gratis, ma stiamo parlando di un lavoro, con le tasse e tutto, con delle garanzie da offrire, e come tale va rispettato: chi lavora va pagato, altrimenti non lamentiamoci di come viene trattato il web dai politici se siamo i primi a spacciarlo per una specie di hobby da entusiasti).

Sono domande che andavano fatte. Tuttavia ce ne sono altre che a mio avviso ci consentirebbero di valutare meglio la qualità e la serietà del progetto e quindi la bontà dell’utilizzo dei soldi pubblici. Ad esempio:

  1. sapere quali obiettivi (e quali vincoli) sono stati dati alla società per il progetto;
  2. quali tempi sono stati concessi per la messa online;
  3. quale tipo di processo (UCD, a cascata, Agile, ecc.) è stato e sarà adottato;
  4. quali verifiche e quali KPI sono stati scelti (e se…);
  5. perché un budget di soli 35.000 euro, se è un progetto così strategico e deve durare almeno un anno? (35.000 euro sono il costo annuale di un dipendente pubblico di categoria D, grosso modo: se sul progetto vengono messe almeno due persone, per qualche periodo a tempo pieno, siamo ampiamente sotto il minimo accettabile).

Queste domande consentirebbero di capire come è stato pensato e controllato il progetto, e capire quindi se le responsabilità sono, come credono in molti, della società vincitrice, o invece, come ipotizzo io, in buona parte del committente.

Perché io sono malfidente. Ma ho visto progetti di ecommerce messi su in 5 giorni (male), soprattutto per colpa del committente (sì, nel privato…). Questo progetto, visto il modo in cui è stato messo online e poi precipitosamente corretto, mi fa sospettare non abbia avuto molto di più a disposizione. Ma magari non è così: non resta che chiedere.

Non mi aspetto che qualcuno risponda qui, ma chiunque volesse girare le domande al ministro è il benvenuto. Poi ci faccia però conoscere le risposte.

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Commenta

  1. Mauro - 28 gennaio 2015, 16:24.

    Concordo con le domande e sottolineo che non è un caso se cercando su Google la definizione di KPI troviamo poche righe su Wiki in italiano e solo in inglese una descrizione un minimo esaustiva…
    M


 

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