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8/12/2018

Uber e il caso Greyball: un colpo di scena nelle indagini USA

[di Maurizio Boscarol]

Ricordate il caso di Uber che aveva messo in piedi un programma, chiamato “Greyball”, per mostrare auto fantasma ai poliziotti sotto copertura che indagavano sulle sue pratiche? Ne abbiamo parlato su Usabile.it lo scorso anno, quando Greyball finì sotto indagine dal Dipartimento di Giustizia USA. Era un esempio con altri 3 di interfacce che mentono agli utenti.

L’evoluzione della storia, a indagine non ancora conclusa, ricorda la trama di una serie tv. A luglio infatti è stato annunciato che un avvocato che aveva lavorato al Dipartimento di Giustizia, Scott Schools, veniva assunto da Uber come Responsabile della Conformità aziendale (Chief Compliance Officer), una figura che si occupa di supervisionare le pratiche e le politiche di un’azienda e assicurarsi che siano in linea con le leggi vigenti nei Paesi in cui opera.

Si tratterebbe di un colpo di scena, perché, benché Schools non abbia lavorato direttamente al caso Greyball, conosce certamente bene i modus operandi del Dipartimento. Può quindi dare una grossa mano a Uber a uscire dai diversi casi, non solo quello delle auto fantasma, in cui è coinvolto. Questo episodio segnala anche quali sono le strategie che le grosse aziende, forti di consistenti possibilità economiche, adottano per uscire dai pasticci e continuare a prosperare all’interno dei contesti regolatori più diversi. Utilizzando gruppi di pressione, certo, ma anche assumendo direttamente persone che facciano da “ponte” fra mondi contrapposti.

In realtà la pratica ha una sua tradizione negli USA, e non va necessariamente vista come un tentativo di “fregare” il dipartimento. Negli USA la vedono anche come il segnale che Uber stia prendendo sul serio i suoi problemi e stia assumendo gente seria e competente nei posti chiave, dopo aver licenziato i responsabili delle precedenti scelte.

Il caso ricorda da vicino il personaggio di Liz Reddick Lawrence nella seconda stagione della serie TV di ambientazione legale The Good Fight, ideale sequel/spinoff del più noto “The Good Wife”. La Lawrence è un avvocato del Dipartimento di Giustizia che viene assunto da uno studio privato, dove fornirà fra le altre cose informazioni utili ad un caso che riguarda una delle associate dello studio, ufficialmente senza “tradire” il vincolo che le impone di non trasferire informazioni riservate ottenute nella precedente mansione.

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