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18/06/2006

Domande e risposte sulla Legge Stanca

[di Maurizio Boscarol]

una pagina di riassunto per iniziare ad approcciarsi alla legge sull'accessibilità dei siti pubblici

[data di prima pubblicazione: 16/12/2004 - Ultima modifica: 09/01/2007]

Scopo di questa pagina è fornire informazioni semplici e immediate sui principali dubbi e le domande che più spesso si sentono fare riguardo all'applicazione della legge Stanca relativamente ai siti web. La pagina è continuamente in fase di aggiornamento e non assumiamo alcuna responsabilità per eventuali errori o imprecisioni: chiunque notasse errori o volesse fare modifiche, correzioni, porre nuove domande, lo può fare scrivendo attraverso questo modulo. Ci impegnamo a correggerli al più presto in presenza di interpretazioni ufficiali. In questa pagina è sempre indicata la data di ultima modifica, oltre alla data di pubblicazione iniziale. Più tempo passa dalla pubblicazione all'ultima modifica, più probabile è che i contenuti siano corretti.

Il tentativo è quello di dare risposte non in gergo tecnico o giurisprudenziale. Speriamo che questa pagina possa essere utile per iniziare ad avvicinarsi alla legge.

Le PA sono sempre obbligate ad adeguare i propri siti esistenti?
No. La legge dice chiaramente che si applica a contratti nuovi o a aggiornamenti di contratti vecchi. Se quindi il contratto nuovo o il suo aggiornamento non prevede la modifica di pagine esistenti, quelle pagine non sembrano essere tenute ad un adeguamento. Inoltre quando il sito è frutto di lavoro interno (di un ufficio preposto), quando dunque manca un contratto, non è soggetto alla legge Stanca. Si vedano in merito le considerazioni sull'articolo 56 del codice dell'amministrazione digitale su questa pagina.
Ho sentito parlare di un piano di adeguamento. Di che si tratta?
Se il Cnipa verifica un'inadeguatezza nel rispetto della legge per qualcuno dei soggetti interessati, può richiedere che l'amministrazione su cui si verifica l'inadeguatezza formuli un piano di adeguamento alla legge. Non obbliga cioè a ottemperare immediatamente alla legge, ma chiede che l'amministrazione prenda atto del mancato rispetto e preveda come adeguarsi stilando un piano di adeguamento "con l’indicazione delle attività e dei tempi di realizzazione.". Questo riguarda però l'oggetto della legge, dunque il caso in cui esista un contratto che deve attenersi alla legge. Per amministrazioni che non stipulano il contratto e che dunque non sono soggette alla legge, non pare dunque legittima neanche la richiesta del piano di adeguamento. Per queste amministrazioni non pare vi sia dunque alcun tipo obbligo di adeguamento, visto che l'oggetto della legge sono i contratti stipulati, non la semplice esistenza del sito.
Tutti i nuovi contratti (o gli adeguamenti) devono prevedere l'accessibilità?
In teoria no, ma in tal caso possono essere dichiarati nulli. La legge prevede infatti che i contratti nuovi o gli adeguamenti rispettino il vincolo di accessibilità. Dunque non includerlo è a rischio e pericolo dei contraenti. E' interessante sottolineare che anche se il sito è accessibile, ma il contratto non lo prevedeva espressamente, allora può essere annullato! Dunque è vivamente consigliato prevedere in ogni nuovo contratto o aggiornamento il rispetto dell'accessibilità e della legge Stanca, onde non incorrere in annullamenti.
A quali requisiti deve sottostare un sito PA interessato dalla legge?
Ai soli requisiti tecnici, indicati in questo documento. Esistono anche dei criteri soggettivi, valutabili attraverso una procedura complessa indicata qui, ma non c'è l'obbligo di ottemperare a questi requisiti.
Chi valuta il rispetto dei requisiti per i siti della PA?
Un dirigente responsabile interno alla PA. Si tratta in pratica di un'autocertificazione. Poiché la legge non prevede oneri per la valutazione, si è scelto di identificare una figura interna che risponde direttamente in caso di mancato rispetto dei criteri.
Chi verifica il rispetto della valutazione per i siti della PA?
Al momento, pare nessuno. In un primo momento sembrava dovesse essere il Cnipa, almeno per le amministrazioni centrali centrali (ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del regolamento). Per le amministrazioni regionali non era stato definito, in quanto non esistono uffici regionali del Cnipa. Invece la normativa specifica che il Cnipa valuta il mantenimento del rispetto dei requisiti, non il loro rispetto. Ma se nessuno a monte valuta il rispetto, il Cnipa non può certo valutare nemmeno il mantenimento. La conseguenza è che la legge... non prevede un organismo per la verifica del rispetto dei requisiti, che sono autocertificati, e dunque non controllati da un ente terzo.
E' possibile fare segnalazioni sul mancato rispetto della legge?
Questo sì, è possibile segnalare eventuali mancanze riscontrate su qualche sito al Cnipa. I disabili possono farlo all'indirizzo mail: ictdisabili@cnipa.it. La legge 241/90 prevede che - se non indicato diversamente - il termine di intervento sia di 30 giorni dalla segnalazione. I dipendenti di PA che sono discriminati dal mancato rispetto della legge possono segnalarlo avvalendosi del decreto legislativo 9 luglio 2003, n.216, attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
Chi sono i valutatori
Sono persone giuridiche (enti, aziende) che dimostrano di avere i requisiti necessari (di professionalità e mezzi) a valutare con imparzialità un sito, sia per la parte dei requisiti tecnici, che per quella, molto più complessa e onerosa, dei criteri soggettivi. Vengono chiamati esclusivamente da aziende private che vogliono rispettare la legge. Non valutano l'accessibilità dei siti della PA, a meno che non siano liberamente incaricati dalla singola amministrazione, che può decidere di avvalersene, ma non vi è tenuta. Le tariffe delle loro prestazioni sono stabilite dal Cnipa. Il Cnipa è anche il responsabile per l'accesso agli elenchi ufficiali dei valutatori e presiede al loro mantenimento.
Che ruolo hanno i disabili nella valutazione?
Nessuno, nei siti della PA. I disabili figurano nella legge solo come soggetti di test dei siti nel caso della valutazione soggettiva, all'interno di una procedura complessa gestita dai valutatori accreditati presso il Cnipa. Siccome la valutazione soggettiva non è obbligatoria per la PA, i disabili non hanno un ruolo attivo nella valutazione di questi siti. Possono naturalmente, come ogni privato cittadino, segnalare problemi alla singola amministrazione, o, meglio, al Cnipa, che può valutare se la segnalazione ha rilevanza di legge oppure no.
La legge Stanca mi consente di avere un sito parallelo accessibile?
No. Il requisito 22 dice che dove non sia possibile per una pagina rispettare i requisiti, allora dev'esserci un link evidente all'inizio della pagina inaccessibile che porti ad una pagina rispettosa dei suddetti requisiti, non in solo testo, che sia equivalente per funzionalità e contenuto, e ugualmente aggiornata. Questo rende decisamente più conveniente sostituire direttamente la pagina non accessibile, visto che comunque bisogna produrne un'altra. In ogni caso la pagina alternativa accessibile è relativa alla singola pagina inaccessibile, il che è ben diverso dall'avere un intero sito parallelo proposto in home page.
Cos'è l'articolo 56, di cui ho sentito parlare, del codice dell'amministrazione digitale?
Il codice dell'amministrazione digitale è stato approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri l'11 novembre 2004, e tenta di armonizzare le normative in materia. L'articolo 56 dice: "ART. 56 (Caratteristiche dei siti) 1. Le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i principi di usabilità, reperibilità, accessibilità anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità. 2. Lo Stato promuove intese ed azioni comuni con le regioni e gli enti locali affinché realizzino siti istituzionali con le caratteristiche di cui al comma 1.". L'interpretazione di questo articolo non è ancora chiara, e non è assodato che vincoli al rispetto della legge Stanca anche nei casi in cui la legge Stanca non lo preveda. Dunque non pare che possa obbligare siti già realizzati a essere resi accessibili, mentre obbliga i siti realizzati internamente a rispettare i principi di usabilità, reperibilità accessibilità, eccetera. Principi però che non sono tutti facilmente identificabili e rispettabili in maniera oggettiva, e che comunque non coincidono tout-court con la legge Stanca.

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