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14/02/2014

Semplificazione Digitale, una pagina facebook per segnalare i casi critici

[di Maurizio Boscarol]

Semplificazione digitale

Assieme a Michele Fazzini abbiamo creato una pagina Facebook dove invitiamo tutti a raccogliere e segnalare casi di servizi inadeguati della PA digitale. Servizi cioè che falliscono nel loro obiettivo: semplificare la vita alle persone. In particolare, laddove potrebbero dare un contributo all’economia. Cioè nei servizi a piccole imprese e professionisti (ché le grandi sono già a posto). Perciò l’abbiamo chiamata Semplificazione Digitale.

I casi? Possono essere dettagliati oppure semplici storie raccolte al volo, come queste.

  1. Un geometra ha difficoltà ad restituire moduli compilati al catasto per via telematica. Molti infatti sono presentati in formato PDF. Lui li vorrebbe in Word. Qui i problemi sono due: il primo è che non è consapevole del fatto che i PDF possano anche essere modificabili (e non sappiamo se quelli lo siano). Il secondo è che il sito non lo spiega o non offre un modo attraverso form di inviare le stesse informazioni. Così il geometra preferisce continuare a recarsi di persona presso il catasto.
  2. Sempre un geometra ha necessità di fare una visura catastale per un cliente. Se potesse farla online risparmierebbe tempo e benzina. Ma ci sono due ostacoli: deve avere una delega del cliente e un documento d’identità di quest’ultimo. Online non è possibile presentarla e autenticarla. Benché il catasto sia online, non lo è per lo scenario del nostro geometra, che quindi è costretto a recarsi ancora online.
  3. Un professore universitario viene invitato (obbligato) a registrare i voti d’esame attraverso procedura online. Purtroppo, la procedura è pressoché incomprensibile, piena di sigle e di selezioni che sono facili da sbagliare, e molto lenta da fare al momento dell’esame. Inoltre, non sono stati ritirati i registri cartacei e questi, per un periodo di transizione sono ancora validi. Il docente sceglie così di registrare il voto sul registro cartaceo al momento dell’esame, ed è obbligato a trasferire i voti online in un secondo momento, con l’assistenza del personale amministrativo. Perde così tempo lui e l’amministrativo. Il lavoro invece di semplificarsi si complica. Una procedura digitale deve poter superare e migliorare quella cartacea.
    Come se non bastasse, non in tutte le aule d’esame arriva la connessione wifi, e quella cablata è associata a computer obsoleti e non facilmente trasferibili al portatile del docente.

Avete casi di fallimento nel rapporto con la PA digitale? Segnalateceli! Raccoglieremo anche segnalazioni scritte e pubblicati da blog e giornali. Lo scopo ultimo è raccogliere lì spunti che possano essere utili a chi progetta i siti della PA, per capire che non basta mettere i servizi online: bisogna renderli facili e utili, più utili rispetto alla pratica cartacea. Altrimenti l’Agenda Digitale Europea rimarrà, è il caso di dirlo, sulla carta!

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