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13/11/2008

Le home-page dei siti sono troppo pesanti?

[di Maurizio Boscarol]

Le home page dei blog stanno diventando sempre più grosse e pesanti. La media del peso delle pagine dei primi 100 blog elencati su Technorati è addirittura di 934KB, e il 35% supera 1MB. Lo rivela una ricerca dell’istituto Pingdom. Eppure questi siti sono ai primi posti nelle classifica di popolarità. Lo stesso si può dire per i siti di molti quotidiani.

Perché nonostante pagine pesanti questi siti sono ai primi posti nelle classifiche di visita? Ci sono varie ragioni. Alcune delle quali consigliano di ridurre comunque il peso delle pagine. Soprattutto per non escludere utenti con connessioni lente e per aumentare la qualità percepita dei contenuti.

Le home page dei blog stanno diventando sempre più grosse e pesanti. La media del peso delle pagine dei primi 100 blog elencati su Technorati è addirittura di 934KB, e il 35% supera 1MB.

Questo è l’effetto di pagine sempre più lunghe (ormai molti blog mantengono in home page decine di messaggi) con molte immagini e script. Le immagini determinano il 61,3% del peso totale, mentre gli script il 17,2%. Gli script sono ormai irrinunciabili, spesso incorporati nei template di molti blog-engine, e in effetti consentono di migliorare l’interazione, ma solo se usati bene.

Rimane il fatto che persino utenti con banda larga (non larghissima) a 256kbps impiegherebbero 33 secondi a caricare una home page di 1MB, mentre gli utenti del modem telefonico aspetterebbero addirittura due minuti e mezzo! Ricordiamo che solo il 17% dei nuclei familiari in Italia utilizza la banda larga secondo i dati europei più recenti a nostra disposizione.

L’istituto Pingdom che ha eseguito la ricerca ad inizio novembre 2008 grazie al nuovo tool gratuito da essi così promosso, suggerisce che i blogger dovrebbero ridurre sia il numero che la dimensione delle immagini nei loro post, almeno quando sono in home page. Il numero medio di immagini è di 63, ma con grandi variabilità (alcuni ne hanno solo 10, altri superano le 100). Lo stesso dicasi per gli script: sono utili, ma 9 in media per pagina sembrano troppi: davvero tutti necessari? Pesano più dell’html stesso (che incide solo per il 15% del peso totale di una pagina).

Siamo ben distanti dalle raccomandazioni dell’usabilità di rimanere, specialmente per la home page, all’interno dei 50KB complessivi circa. E tuttavia questi siti continuano ad avere successo, cioè ad essere molto visitati. Così come altri siti che non sono blog ma che hanno gli stessi problemi. Le home page dei quotidiani online, ad esempio, raggiungono pesi simili e rimangono – a detta dei servizi di rilevamento – comunque fra i più visti. Cos’è che non torna?

Perché i siti pesanti hanno comunque successo?

Nel valutare l’apparente contraddizione fra il peso eccessivo delle pagine e il loro apparente successo, dobbiamo considerare diversi fattori, alcuni dei quali già discussi in questo vecchio articolo su usabile.it.

  1. Gli utenti sono molto più tolleranti di quanto non sembri, soprattutto se percepiscono una ragione per esserlo. In particolare, molte ricerche indicano che il tempo di attesa adeguato per una pagina web dipende dal compito (se si devono inserire dati si è meno tolleranti rispetto alla navigazione libera, per esempio).
  2. In compiti di navigazione web alcuni utenti possono giudicare accettabile anche un tempo di attesa fino a 39 secondi, se la pagina adotta un caricamento di tipo incrementale. Cioè se mostra alcune parti della pagina che si caricano prima di altre. Se la pagina si dimostra “in lavoro”, non ferma, allora si sarà disposti ad attendere di più.
  3. Molti dei siti popolari vengono visitati spesso, con la conseguenza che gli utenti mantengono in cache almeno alcuni dei file utilizzati (presumibilmente proprio i javascript e parte delle immagini che così tanto contribuiscono ad aumentare il peso delle pagine).
  4. Per quanto ridotta sia la penetrazione della banda larga in Italia, va considerato un dato che pochi sottolineano: la maggior parte del traffico web proviene proprio da connessioni a banda larga! Il che significa semplicemente che gli utenti con modem a 56kbps usano internet, sì, ma in modo qualitativamente diverso e quantitativamente ridotto rispetto a chi è dotato di una connessione a banda larga e, soprattutto, di tariffe flat.

Quest’ultimo dato è confermato più o meno direttamente anche dai report europei. Secondo il report 2008 della Commissione Europea sulla Società dell’informazione, il problema è ancora più ampio (ne ho parlato qualche mese fa su Apogeonline). Nei paesi con ampia penetrazione della banda larga circa l’80% degli utenti si connette regolarmente, contro il solo 51% dei paesi con bassa penetrazione. Le disparità sociali dunque si amplificano per effetto della scarsa penetrazione della banda larga.

In questo contesto fanno certamente riflettere le dichiarazioni di Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom:

Il problema dell’Italia non è quello di spingere su una nuova infrastruttura per la banda larga (…), il problema dell’Italia è che non c‘è domanda per la banda larga che già esiste

Alcuni sottolineano che questo sia un modo per sfilarsi da investimenti industriali onerosi, e può anche essere. Altri che la dichiarazione occulti le difficoltà tecniche che la banda larga ha ancora in larghe parti del paese (verissimo: a dispetto del fatto che le aree urbane sono cablate al livello dei più avanzati Paesi europei, quelle rurali scontano ritardi infrastrutturali al livello dei più arretrati). Ciò non toglie che il problema è reale, è già rilevato anche dai report europei e soprattutto che non riguarda solo l’Italia. Molti potrebbero usare la banda larga ma non lo fanno perché non ne percepiscono i vantaggi1. Ovviamente in Italia ha conseguenze più gravi perché siamo messi un po’ peggio rispetto alla media europea.

Perché il peso è ancora un fattore importante

Queste considerazioni significano dunque che i blog e in generale i siti non dovrebbero preoccuparsi di ridurre il peso delle proprie pagine? Neanche per idea. Le ricerche di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo sottolineano anche che pagine con tempi di caricamento più lunghi hanno maggior probabilità di essere giudicate di cattiva qualità. La percezione di qualità del contenuto di una pagina dal caricamento lento è peggiore, a parità di contenuti, di una con il caricamento veloce. Questo dovrebbe e potrebbe cioè diventare un fattore competitivo soprattutto per siti giornalistici, che sulla credibilità dei contenuti fondano parte del proprio business.

L’ottimizzazione del peso rimane dunque un fattore importante, anche se è uno degli elementi di qualità di una pagina, non è né l’unico né in assoluto il più importante. In sintesi, contenuti e servizi di qualità sono ben tollerati in pagine abbastanza pesanti se offrono almeno un caricamento progressivo, anche perché la maggior parte degli utenti viene probabilmente da connessioni a banda larga. Tuttavia mantenere pagine pesanti è una politica rischiosa perché, oltre a escludere di fatto tutti gli utenti con connessioni lente, rischia di avere ripercussioni sulla qualità percepita dei contenuti.

Questo è particolarmente vero per siti poco conosciuti e la cui qualità non è stata ancora valutata positivamente: sono quelli che traggono maggior beneficio dal mantenere le pagine leggere.

1 Non è l’unica ragione. Altre sono per l’appunto la mancata disponibilità tecnica del servizio e i prezzi eccessivamente alti. ^

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