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9/03/2015

La frammentazione nella dimensione dei display rende inevitabile un design auto-adattante

[di Maurizio Boscarol]

Il grafico qui sotto indica l’evoluzione nelle percentuali di utenti che navigano con le diverse dimensioni del display sul sito W3Schools (l’elaborazione è mia).

Come cambia la dimensione del display/dello schermo dei navigatori dal 2000 al 2014 sul sito w3school.com

L’utenza è esperta e internazionale, e potrebbe non rispecchiare il vostro specifico sito. La tendenza però è chiara, io la ritrovo sui dati di usabile.it:

  1. La tendenza è verso dimensioni differenziate, ma grandi: il 99% degli utenti ha dimensioni dal 1024×768 in su; le inferiori messe assieme coprono solo l’1% dei navigatori.
  2. Dal 2000 al 2008 c’è sempre stata una dimensione prevalente (l’800×600 prima, che poi ha lasciato spazio alla crescita e al declino del 1024×768). Dal 2008 a dominare è la frammentazione, e nessun display si può considerare “prevalente” o tipico.
  3. Nel 2000, due sole dimensioni desktop (800×600 e 1024×768) coprivano l’81% dei display, e un altro 15% era costituito da dimensioni più piccole. Nel 2014 non bastano le prime 4 dimensioni a raggiungere l’80%, e la categoria più diffusa (Other high) non è in realtà un’unica dimensione ma un insieme di risoluzioni molto elevate. Nel 2000 4 categorie di dimensioni bastavano a coprire tutti i display, nel 2014 ce ne vogliono 8.
  4. Con l’introduzione dei dispositivi ad alta densità di pixel, all’aumento delle dimensioni in pixel non corrisponde necessariamente una più elevata dimensione fisica del dispositivo. Per di più molti dispositivi a dimensioni elevate usano interfacce touch, che richiedono aree sensibili di circa 1 centimetro quadrato. Per entrambe le ragioni, a parità di design, è necessario ingrandire le aree sensibili e i testi per renderne più agevole l’utilizzo su questi dispositivi. L’ingrandimento può essere selettivo, con apposite media-query, ma comunque obbliga a immaginare un design fruibile con aree sensibili grandi rispetto a un tempo. La tendenza è già in atto, specialmente all’estero. Nascono design che a risoluzioni che un tempo si definivano desktop vedono ingrandirsi sensibilimente testi, bottoni, form e link, con la conseguenza di diminuire la densità di informazione per spazio disponibile.
  5. Dite addio alla progettazione a dimensione fissa: siccome sta aumentando la variabilità, è necessario (già da tempo, per la verità: ma con questi dati diventa evidente) pensare ad un design che sia relativamente autoadattante (sia che scegliate il responsive, l’adaptive, semplicemente il liquid design o il mobile-first). Non potrete testare su tutte le dimensioni, né prevedere tutte le nuove. I break-point aiutano, ovviamente. Ma è nel modo di pensare il design e nel mix di soluzioni tecniche che si deve cambiare approccio. Anche uscendo dalle etichette. Paradossalmente, anche se si decide di costruire un sito mobile separato, per il sito desktop non si può comunque prescindere dal porsi il problema della variabilità della fruizione, e quindi adottare soluzioni adattive comunque.

Diminuzione della densità di informazione per spazio disponibile, aumento delle aree attive e necessità di un design pensato per adattarsi anche a risoluzioni mai testate sono dunque i macrotrend che difficilmente spariranno tanto presto dal nostro orizzonte.

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  1. Marco Gurnari - 9 marzo 2015, 17:36.

    Un articolo davvero ben fatto Maurizio, finalmente ho trovato un blog di nicchia su questo argomento spettacolare che è l’usabilità. Continua così, che io continuerò a seguirti ;)


 

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