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30/09/2008

Google, l'indicizzazione di Flash e la guerra a Microsoft

[di Maurizio Boscarol]

Google indicizza anche FlashGoogle da alcuni mesi ha iniziato a indicizzare anche i contenuti testuali in Flash, determinando l’abbattimento di una barriera storica, che, molto più della spesso limitata usabilità, ha frenato per anni la diffusione di questo formato per il web. È solo l’inizio: animazioni e filmati ancora non sono indicizzabili, ma è un primo passo. Bisogna rallegrarsene? Dipende. L’usabilità dipenderà da come sono progettate le applicazioni. Il problema, ancora una volta, è un altro. È infatti in arrivo l’ennesima guerra dei formati, versione riveduta e corretta…

La notizia che Google sta iniziando a indicizzare anche i contenuti in Flash ha entusiasmato un paio di mesi fa i web designer impegnati nello sviluppo con Flash di Adobe. E in effetti una barriera storica verrebbe a cadere. Dato che Google è attualmente la principale fonte di accessi della maggior parte dei siti, l’uso di Flash è stato fortemente frenato, finora, non tanto dall’usabilità (sebbene Flash non debba per forza essere evitato, ma solo usato bene, per fornire valore aggiunto: e richiede competenze mediamente superiori all’uso di HTML/CSS), ma dalla scarsa ricercabilità.

Come mai proprio ora? Perché Adobe ha rilasciato una versione del player specifica per i motori di ricerca, che ne possono sfruttare le qualità per “leggere” i testi contenuti in Flash. Non tutti, però: testo, link e bottoni. Testi contenuto in immagini, video e animazioni continuano a non essere ritrovabili, alla pari dei metadati o del linguaggio di marcatura eventualmente contenuto nel file Flash. Anche così, però, è un bel passo in avanti. Superato anche il limite dell’invisibilità di Flash ai motori se inserito nella pagina via javascript, come nelle tecniche SWFObject e SWFObject2 (se siete interessati all’indicizzazione e alla SEO qui ci sono interessanti dettagli).

All’orizzonte c‘è ora un mercato ben preciso, quello delle RIA, le Rich Internet Application. I principali player del settore stanno, nuovamente, tentando di imporre il proprio standard in quello che tutti immaginano sarà il terreno più importante degli anni a venire, le applicazioni online. Adobe con AIR, che mescola Javascript e Flash, e Microsoft con il suo Silverlight sono i principali standard che stanno provando ad occupare questo sugoso settore.

Un tempo i formati e i linguaggi si affermavano conquistando un’ampia base di sviluppatori. Ora non basta: servono i motori di ricerca. Un’applicazione web i cui contenuti e i cui servizi non siano restituibili da Google è un’applicazione zoppa. Questo testimonia una volta di più il ruolo centrale assunto da Google nel web attuale. E Microsoft? Anzitutto, Google non ha annunciato l’indicizzazione delle RIA in Silverlight. Lo farà, in futuro? Robert Scoble ne dubita. Ma questo non significherà fare un cattivo servizio ai propri utenti?...

Ma soprattutto, per il momento MSN non ha affatto annunciato l’intenzione di indicizzare i file Flash (mentre Yahoo! sì, accodandosi a Google). Quali conseguenze avrà questo non solo per Silverlight, ma anche per MSN stessa? Questo è solo un assaggio di come si svolgeranno le guerre commerciali per gli standard del futuro.

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