E se i dipendenti pubblici giudicassero i software che usano? | Usabile.it

Usabile.it

usabilità, accessibilità e interaction-design per il web

Home » Blog » E se i dipendenti pubblici giudicassero i software che usano?

19/02/2014

E se i dipendenti pubblici giudicassero i software che usano?

[di Maurizio Boscarol]

Key Performance Indicator

Oggi mi hanno raccontato di una serie di problemi (difficili da riportare in breve) del software di gestione dei dati in un’azienda sanitaria. E’ un software in teoria essenziale per valutare non solo il lavoro degli operatori, ma anche per stimare attività, costi, eccetera. Il software dovrebbe tracciare tutto: i casi, le attività degli operatori, il percorso terapeutico degli utenti, le attività dei gruppi di lavoro. Peccato che se i dati vengono inseriti (come è possibile e corretto) attraverso percorsi diversi, le attività non risultino poi unificate e allineate: quindi quello che risulta dipende dal metodo con cui lo hai inserito.

Tentando di far capire la cosa al suo capo (digiuno di informatica) il dipendente lo ha convinto ad accedere al sistema (il capo non accede spesso al sistema). Risultato: dal computer del dipendente si accedeva, da quello del capo… pagina bianca!

Conseguenza: forse verrà chiamata l’azienda responsabile e sarà richiesta assistenza (che peraltro era già stata richiesta, con un sistema macchinoso che meriterebbe un post a parte). Così ho domandato: “Ma questo software viene valutato da chi lo usa? Esiste cioè uno strumento che consente agli operatori di dire come si trovano ad usare il prodotto?”.

Il dipendente mi guarda come se avessi proposto la rivoluzione copernicana a un tolemaico: “No!”.

Ebbene, possiamo dirlo che questo modo di fare informatica per la PA va cambiato? Possiamo dire che va finalmente identificato un sistema di Key Performance Indicator che includa anche la soddisfazione degli utilizzatori, e che questi indicatori (e il loro miglioramento laddove necessario) devono essere vincolanti nelle scelte d’acquisto/d’appalto?

Perché, parliamoci chiaro, in assenza di misuratori del livello di qualità, quale incentivo hanno – a parte avere capi illuminati, che pure ci sono – le aziende informatiche a creare prodotti migliori? Nel resto del mondo gli indicatori esistono e vengono usati. Qui solo a parlarne il rischio è di trovarsi di fronte alla faccia di Tolomeo. Anzi, di Ipparco. Non ce lo possiamo davvero più permettere.

PS: Segnalateci casi di disfunzione di siti o software per la PA su Semplificazione Digitale!

Tag:

Iscriviti alla newsletter di usabile.it:

Circa una mail al mese con gli aggiornamenti più significativi.

Commenta


 

torna su Torna su

Privacy Policy