Questo sito è accessibile da tutti i browser e gli user agent, ma il design e alcune funzionalità minori dell'interfaccia saranno visibili solo con i browser che rispettano gli standard definiti dal W3C Perché facciamo questa scelta e cosa significa ...
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15 ottobre 2003
Franco Frascolla ci offre alcuni preziosi contributi sui problemi che possono incontrare gli ipovedenti nella fruizione delle pagine web. Particolarmente utile è il confronto fra le varie impostazioni di grandezza (ma anche di spessore e di interlinea) dei caratteri con diverse unità di misura (em, pt, px, percentuali), in maniera da capire a quale valore corrisponde anche un'ingrossamento delle aste dei caratteri. Ma ugualmente importante è il testo che spiega come sia possibile modificare le impostazioni dei colori e dei caratteri nei sistemi windows attraverso le proprietà dello schermo. Questa simulazione è particolarmente utile per testare le proprie pagine con impostazioni insolite ma tutt'altro che impossibili da trovare nei computer degli utenti. Sulla stessa lunghezza d'onda, ma focalizzata soprattutto sull'uso della funzione di Accesso facilitato, è il manuale "Guida all'adattamento del PC" di Flavio Fogarolo. Nell'ambito di una progettazione universale delle pagine, eseguire dei test con impostazioni modificate è molto utile. Noi abbiamo scoperto cose molto interessanti: ad esempio che se non si impostano nei CSS sia il colore di sfondo che quello di primo piano, si può rischiare di trovarsi con del testo nero su fondo nero, o con testo bianco su fondo bianco... E altre amenità simili. Letture consigliatissime, dunque. ¤
6 ottobre 2003
C'è qualcosa che ancora oggi non capiamo, nel mondo web italiano. Ed è: perché non si costruiscono siti accessibili? Ci spieghiamo meglio.
Siamo del tutto consapevoli, e lo abbiamo più volte scritto, che un sito realmente accessibile al massimo livello delle wcag 1.0 è difficile da realizzare completamente. Ma, certo, prima di quel livello massimo ci sono livelli intermedi tutt'altro che impossibili da realizzare. Molte questioni di accessibilità si possono risolvere con una piccola attenzione al mark-up e un po' di sale in zucca per quanto riguarda quel che ci scriviamo dentro. Queste questioni sono per lo più semplici, e risolvono l'80% dei problemi di accessibilità più gravi. Ci riferiamo all'uso di tag e attributi html pensati appositamente per l'accessibilità. Ci abbiamo dedicato 80 pagine del nostro libro "Ecologia dei siti web", con esempi concreti di codice. Usarli non è molto difficile, tenendo un manuale di riferimento come quello (o come altri in inglese, se preferite) a portata di mano.
L'obiettivo può anche non essere quello di rispettare alla lettera tutte le linee guida del w3c, ma semplicemente quello di facilitare un po' gli utenti. Le accortezze minime da seguire per un sito normale (che non offra contenuti multimediali, diciamo) sono queste:
Certo, ci sono molte altre cose da fare per avere un sito ampiamente
accessibile: prevedere i salti interni dei menu, la strutturazione corretta
degli heading, i layout in percentuale anziché in misura fissa...
e non ultimo, fare dei test di usabilità con utenti. Ma se si seguono
quelle poche indicazioni, il sito è già almeno non
ostacolante per la maggioranza degli utenti interessati. Queste
cose si possono fare ora, subito, senza particolare sforzo. Senza eccessive
perdite di tempo (e d'altra parte si può usare parte del tempo
risparmiato evitando di indentare complicatissime tabelle html...). Possiamo
ragionevolmente capire perché alcuni siti non amino i i layout
fluidi, le accesskey (su cui ritorneremo) e gli ACRONYM.
Ma perché non scrivere correttamente almeno i form e gli ALT text?
Basterebbe molto poco non per esporre bollini, ma almeno per non penalizzare
la maggioranza degli utenti. Allora, spiegateci perché non fare
siti almeno minimamente accessibili, oggi? ¤
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