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novembre 2004:

29 novembre 2004

La dittatura del codice

Tra i web designer orientati agli standard e all'accessibilità si sta manifestando la tendenza a enfatizzare un rigoroso e a volte ossessivo rispetto della marcatura valida e strict, come feticcio contro i mali del web. Nelle liste di discussione si è diffusa l'espressione di "talebani del web" per codesti individui, il cui lavoro rimane comunque per lo più apprezzabile e meritevole.

Questa ossessione per la "validità del codice" rischia di trasformare una tendenza giusta (quella verso un codice valido, dopo anni di terrorismo html) in una questione di principio spesso poco rilevante nella realtà, a scapito di fattori più importanti dei quali non si discute quasi mai.

Io ritengo che non sia nel codice html strict e "valido sopra ogni altra cosa" la soluzione esclusiva ai problemi di un web difficile da usare e insoddisfacente per gli utenti, o finanche inaccessibile. La pulizia del codice, l'utilizzo dei css e una sostanziale ricerca di un codice corretto sono valori importanti, ma lo sono soprattutto per la qualità interna del sito. Lo rendono più semplice da mantenere, da aggiornare e modificare, alleggeriscono un po' la banda.

Ma il vero male dei siti sta nelle carenze del progetto, dei suoi obiettivi, sta nel modo di organizzare i contenuti e scegliere il linguaggio, nel tipo di design visuale. Nel fatto che i siti web vengano progettati senza tener conto delle esigenze degli utilizzatori, senza un interaction design che rispetti i fattori umani e renda il sito efficace, facile da usare, adeguato agli scopi comunicativi. Purtroppo non è con la conformità del codice che questi obiettivi vengono raggiunti.

Eppure oggi in Italia nelle liste dedicate a usabilità e accessibilità si parla quasi solo di problemi tecnici e di codice. Non esiste più praticamente alcuna lista di discussione con un buon traffico dedicata all'ergonomia, all'usabilità e ai fattori umani nel web. Tra gli stessi forum di Diodati, che sono un luogo di scambio e di confronto d'eccellenza in Italia su questi temi, quello dedicato a usabilità e architettura dell'informazione è fra i meno trafficati.

A cosa si deve questo evidente sbilanciamento d'interesse a favore del codice rispetto alle discipline del progetto e ai fattori umani? Le cause sono molte. Possiamo certamente discutere del fatto che ergonomia e usabilità sono poco studiate in Italia, che i percorsi formativi per web designer, quando le nominano, le riducono a semplici elenchi di linee guida: le banalizzino, insomma, dandone un'idea sbagliata. Potremmo anche accontentarci, con una punta di snobismo, di dire che si tratta di problemi di livello più alto, rispetto a quelli del codice, e dunque meno capiti.

Ma il problema è secondo me più serio. Dipende dal fatto che i forum e le mailing list sono strumenti che incoraggiano l'espressione verbale, anziché quella visuale. Per discutere di interfacce bisogna mostrarle, schematizzarle, fare diagrammi, spesso è utile fare dei commenti in calce, o mostrarne il funzionamento dal vivo. Com'è possibile fare tutto questo ad un costo di tempo ragionevole su un forum o su una mailing list? Ci si riduce allora o a complicare l'espressione verbale per sopperire alla mancanza dell'esempio, o a parlare di cose che non richiedono l'esempio visuale. Come il codice, appunto.

Nei corsi che tengo vedo in realtà un grande interesse per le discussioni sulle interfacce: ma lì è semplicemente possibile mostrarle, e addirittura invitare i partecipanti ad usarle. E' possibile discuterne a ragion veduta, è il caso di dirlo. E i concetti riescono ad apparire per quello che sono: non facili o difficili, ma semplicemente giusti o sbagliati, appropriati o meno a obiettivi e compiti. Evidenti.

Ma le mailing list e i forum hanno un'altra affordance, potremmo dire. Suggeriscono altri usi, favoriscono altri discorsi, che non sono congeniali a quel tipo di discussione, la quale ha bisogno di confronti visivi (che sono possibili in articoli, in presentazioni, in dimostrazioni dal vivo).

Ecco un modo sottile in cui il mezzo influenza, in maniera subdola, il contenuto. Gli strumenti non sono mai neutri, e nei forum e nelle mailing list sarà sempre più frequente e probabile discutere di codice invece che di interfacce, con buona pace dei fautori del web ecologico. ¤

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