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Gen 03:

14 gennaio 2003

Nuovo articolo su Usabile.it

E' online il nuovo articolo di Maurizio Boscarol: "Acronimi e abbreviazioni: usabilità e accessibilità". L'articolo prova ad affrontare da diversi punti di vista l'uso di due elementi HTML con i quali sia gli autori di contenuti, sia i semplici sviluppatori devono aver a che fare: ABBR e ACRONYM. In apparenza ovvio, il loro utilizzo rischia di creare più di qualche grattacapo a chi voglia curarsi sia dell'accessibilità sia dell'usabilità. Un'altra buona occasione, fra l'altro, per sottolineare anche alcune differenze fra le due discipline. Commenti e feedback sono come sempre benvenuti: ne daremo eventualmente conto su queste colonne. ¤

8 gennaio 2003

Proposte per il pdl sull'accessibilità

IWA/HWG ha messo a disposizione di tutti un indirizzo mail dove far pervenire le proprie proposte di modifica e le proprie osservazioni in merito al progetto di legge sull'accessibilità dei siti (e non solo) nella Pubblica Amministrazione.

Noi lo abbiamo fatto: le osservazioni che abbiamo inviato sono imperniate su 3 punti:

  1. Il progetto di legge omette di nominare l'usabilità, a differenza delle precedenti circolari (quelle Bassanini e quella dell'Aipa). E ciò pare essere un problema, in quanto l'usabilità offre strumenti di valutazione e verifica dell'adeguatezza di un sito basati sull'osservazione sperimentale o quasi-sperimentale dell'interazione fra utenti e sito.
  2. Tale omissione diventa tanto più pericolosa se ci accorgiamo che il pdl stabilisce sanzioni ma non entra nel merito degli strumenti di valutazione dell'adeguatezza alle linee guida. In particolare, sappiamo che i validatori automatici (come Bobby, Torquemada o A-prompt), oltre ad avere bachi differenti (che danno vita a valutazioni differenti sulle stesse pagine) non risolvono ma segnalano soltanto i numerosi human-check, ovvero tutti quei punti che vanno valutati soggettivamente. Nè la documentazione del WAI specifica come vadano condotte queste verifiche soggettive. L'usabilità potrebbe contribuire proprio a dare queste risposte, se il progetto di legge la nominasse. L'usabilità potrebbe anche garantire una maggior adeguatezza della qualità del servizio rispetto alle attese dei cittadini, proprio per la sua natura empirica e "oggettiva", ovvero basata sull'osservazione strutturata della realtà.
  3. D'altra parte, la sec.508 (la normativa americana sull'accessibilità) ha recepito solo in parte le WCAG 1.0 proprio perché in alcuni punti le linee guida sono difficilmente operazionalizzabili e potrebbero dar vita a contenziosi. Cosa succederebbe se in italia si adottassero come criterio unico?

Fiduciosi che il problema non sfuggirà ai relatori della legge, vi rimandiamo su queste pagine per eventuali sviluppi. Per approfondimenti sul rapporto fra usabilità e accessibilità, vi rimandiamo invece al nostro articolo di qualche tempo fa. ¤

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