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Feb 03:

27 febbraio 2003

Interviste su Applicando

Dopo aver parlato per alcuni giorni del nuovo browser per Mac, continuiamo (del tutto casualmente) ad occuparci della mela, segnalando un'intervista a Maurizio Boscarol, che è anche l'autore di queste poche righe, sul numero di marzo di Applicando. La versione integrale dell'intervista è disponibile sul sito. Applicando dedica uno speciale alla web usability, intervistando sullo stesso argomento anche Fabrizio Andreella di Virgilio, Luigi Conti, Head of Portal di Lycos Italia e Carlo Panzalis, Responsabile di Matrix Communication. Le interviste sono tutte a loro modo istruttive per capire quanto rimanga ancora da fare per andare oltre la superficie del problema "usabilità", e di quanto questo venga frainteso... In particolare, nelle interviste a Luigi Conti e a Carlo Panzalis si nominano per l'ennesima volta i focus group in relazione alle valutazioni di usabilità. Siccome i focus group sono strumenti di valutazione di gruppo, non dicono nulla su come l'utente usi e capisca la pagina nella realtà. Sono utili per capire l'impressione, l'atteggiamento nei confronti della pagina e per generare idee utili al marketing, ma sono un'altra cosa.

Un'altra costante che si evince dalle interessanti interviste di Applicando è che in ognuna delle strutture interpellate (eccetto ovviamente il nostro caso, dato che i test e le valutazioni le facciamo di mestiere) non vi sia un'area dedicata all'usabilità, ma che questa venga svolta all'interno di altre aree, come quelle deputate al design, anche se magari, nella stessa intervista, si assegna un'importanza fondamentale all'usabilità, ma senza esplicitare le risorse che vi sono destinate. I test di usabilità sono citati solo una volta, i focus group tre, mentre particolarmente gettonate sono le analisi dei file di log... E poi si dice che l'usabilità ha stufato: secondo noi non ha neanche cominciato... ¤

25 febbraio 2003

Safari 2, che passione...

L'argomento "Safari", il browser per Mac della Apple, ha scaldato non poco i nostri lettori, che dopo la segnalazione del baco dovuto ad una semplice istruzione (corretta) nei fogli di stile di Usabile, si affrettano a precisare. Filippo, ad esempio, ci scrive: "Salve... uso Safari ma riesco a navigare tranquillamente sul vostro sito...". Al che abbiamo stappato il Barolo d'annata e brindato.

La spiegazione è però semplice (ma il Barolo ce lo siamo gustato comunque): Filippo usa la build 5.1, che evidentemente non soffre dello stesso problema della più recente 6.0, almeno sul sistema operativo MacOS X 10.2.1 (Jaguar), da lui usato. Piccole contraddizioni anche queste delle beta-version!

Roberto Petrazzoli però ci segnala altri malfunzionamenti di Safari, che riguardano lo style-switcher usato per cambiare dimensione ai caratteri del testo (nella colonna a destra). D'altra parte, Roberto sottolinea che Safari soffre di diversi problemi anche nell'interpretazione di Javascript. Sembrano problemi dovuti ad un cattivo supporto del Document Object Model, o DOM, che è implicato nel funzionamento di Javascript.

Non mancano però le frecciate ai browser concorrenti: Alessandra dice: "Sarà una beta, ma i siti asp o anche php si vedono meglio con Safari che con Explorer, che non è una beta". Come darle torto? Explorer 5 per Mac ha molti problemi anche nell'implementazione dei fogli di stile, tanto che abbiamo dovuto ricorrere ad un codice tutt'altro che lineare per... allineare a destra la barra di navigazione nella testata di Usabile, invece di usare il semplice text-align: right, che funziona invece come dovrebbe in ogni browser di buon senso.

La sensazione è che il mondo Mac esca più penalizzato di quello Windows dal crescente diffondersi degli standard web, e in particolare delle impaginazioni basate sui fogli di stile. Tutti i browser più diffusi su questa piattaforma hanno qualche carenza: o sono lenti, o sono pesanti, o sono imperfetti, o sono troppo vecchi, o sono troppo giovani per svolgere al meglio il loro lavoro. Anche per questi motivi, sui Mac non è raro trovare anche qualche browser davvero datato: la scorsa settimana in un ufficio pubblico abbiamo trovato come browser di default per il Mac del direttore nientemento che Explorer 4.5! In alternativa, si poteva usare la versione 4.5 di Netscape...

I Macintosh sono di solito usati da due grandi categorie di utenti: professionisti della grafica, non solo web, che solitamente appartengono alla schiera degli appassionati, che non si spaventano davanti alle difficoltà e magari sono spinti a provare le nuove versioni dei browser; ed enti pubblici (soprattutto università ed enti di ricerca, ma anche aziende sanitarie od istituzioni simili, in qualche caso). Questi utenti sono invece del tutto occasionali e inconsapevoli di quanto stanno usando: è più probabile che non aggiornino i software e che non sappiano come reagire di fronte ad un problema, perché non si tratta che in rari casi di utenti esperti.

Stiamo comunque parlando di una frazione limitata di una percentuale già bassa di utenti complessivi. E' vitale che tutti questi utenti possano accedere almeno ai contenuti di ogni sito, anche se non magari con il suo design migliore. La separazione fra contenuto e presentazione che i fogli di stile consentono aiuta a rendere accessibile un sito a qualunque browser, a meno che non sia questo a soffrire di bachi catastrofici (come il blocco del computer riscontrato con Safari build 6.0...). Ciò che emerge dalle reazioni degli utenti Mac è che vi è una grande necessità di browser robusti e standard-compliant per questa piattaforma, dato che c'è un grande spazio in questo settore lasciato libero da browser non eccezionali. Safari è un'ottima promessa, che probabilmente spingerà anche Microsoft a migliorare la prossima versione del suo Explorer per Mac. Si tratta di condizioni indispensabili per superare questa fase di transizione verso dei design che sfruttino pienamente gli standard web e diffondano finalmente siti più leggeri e flessibili. Ecco perché i bachi (quando sono dei browser e non dei siti) vanno prontamente segnalati ai produttori. ¤

20 febbraio 2003

Safari e i bachi poco usabili

Safari è un nuovo browser per Macintosh, realizzato dalla stessa Apple. Si tratta di un software nascente, ancora in versione beta, offerto alla comunità di navigatori per testarlo e corregerne gli inevitabili bachi prima del lancio di una versione stabile. Attualmente è disponibile la build 6.0, rilasciata il 12 febbraio, che corregge alcuni bachi della precedente versione nel rendering di layout complessi con i fogli di stile. A dispetto della sua recentissima nascita, Safari si è guadagnato un'ottima reputazione da parte della comunità di utenti della mela, perché molto più rapido e leggero degli altri browser standard-compliant disponibili per OS X (Mozilla, Netscape 6 e 7). Purtroppo, trattandosi di una beta-version, cioè di una versione provvisoria, i bachi sono ancora tanti, i principali dei quali segnalati in un'apposita pagina da Mark Pilgrim.
Ma perché parliamo di questo browser? Perché purtroppo pare che abbia dei seri problemi ad accedere ad Usabile.it. Addirittura, Safari va in blocco durante il caricamento delle nostre pagine. Essendo un browser uscito dopo il recente redesign, non avevamo ovviamente testato Safari. Emiliano Farinella e Giuseppe Alletti di Amug Sicilia, ci hanno segnalato il problema, e hanno pure identificato quale pare essere l'istruzione CSS che lo provoca. Si tratta di un semplicissimo li {display: inline;} nel foglio di stile layout.css. Questa dichiarazione, applicata alla barra di navigazione orizzontale, serve a mettere in fila le voci di menu che sono contenute in una lista html. Si tratta di una soluzione usata da vari siti, e che in futuro probabilmente costituirà il metodo "standard" per costruire liste di menu orizzontali con markup corretto. Il baco sembra dunque piuttosto serio, ed è stato segnalato alla Apple.

Tuttavia, non ci allarmiamo più di tanto per i seguenti motivi:

  1. Si tratta di un baco di Safari, e non di Usabile.it, anche se naturalmente la cosa non può non interessare gli sviluppatori (e infatti ne parliamo).
  2. Safari è in "'public beta": è bene ribadire che non si tratta di un prodotto finito ma di una versione provvisoria che circola proprio per effettuare i test del caso; c'è dunque tutto il tempo per porvi rimedio in vista della versione ufficiale.
  3. Il baco, seppur spiacevole, riguarda un prodotto per il momento di nicchia, che circola cioè all'interno di una comunità ristretta e tecnologicamente avvertita: nessuno fra gli utilizzatori attuali di Safari si aspetta un browser perfetto, né si spaventa se il computer va in bomba. Anzi, come vediamo, due utilizzatori - peraltro esperti - hanno dato un fattivo contributo allo sviluppo del prodotto.

Invitiamo chiunque notasse con Usabile.it bachi nel rendering o problemi più seri a contattare noi e i produttori dei relativi browser, per migliorare il supporto di standard web condivisi ed affidabili. In molti casi questi problemi sono soltanto estetici, e possono essere risolti con semplici modifiche nelle dichiarazioni CSS. In altri si tratta di veri e propri errori dei browser, che vanno segnalati allo staff di sviluppo. La transizione verso un web standard-compliant è lenta ma vantaggiosa per tutti. Un grazie particolare va dunque ad Emiliano e Giuseppe per il loro prezioso contributo! ¤

17 febbraio 2003

Stanca e l'accessibilità blu

Mentre la legge sull'accessibilità dei siti a firma Campa e Palmieri sta seguendo il suo lento iter (i relatori si auspicano che possa essere approvata entro la fine dell'anno...), il ministro Stanca sta ultimamente esternando parecchio in materia. L'ultima sua dichiarazione solleva quello che tutti noi operatori del settore paventavamo da tempo: l'ennesimo "bollino blu"!! E' fantastico che su un tema delicato come quello dell'accessibilità, ci si riduca sempre ad esibire patacche sulla giacca, come se queste da sole bastassero a dar conto di un argomento così complesso e di difficile normazione. Lodevolmente, il ministro sostiene che non solo i siti pubblici, ma anche quelli privati che erogano servizi debbano occuparsi dell'accessibilità... e, un po' meno lodevolmente, che possano dimostrarlo attraverso l'esposizione di un "bollino blu"!

Segue ammirevole (ma un po' abusato) discorso su quanto sia vergognoso che solo il 13 per cento dei siti sia di facile accesso per chi ha delle disabilità, eccetera eccetera. Non c'è dubbio che è un bene che se ne parli (e Usabile continuerà a farlo). Tuttavia non sarebbe male che ogni tanto, anche da chi ha responsabilità legislative, venissero delle considerazioni un po' meno semplicistiche e più tecniche sull'argomento. L'accessibilità è un argomento che neanche il WAI riesce a normare in maniera uniforme e coerente, e le legislazioni di altri paesi hanno già dimostrato quanto sia difficile tradurre delle raccomandazioni a carattere misto (tecnico e contenutistico) in disegni di legge che prevedano una chiara verifica del livello di accessibilità raggiunto. Siamo certi che poco è meglio di niente, che l'accessibilità 'automatica' di Bobby e dei suoi fratelli è uno splendido punto di partenza, che quando si tratta di diritti civili è inevitabile cadere in qualche forma di retorica. Tuttavia, dopo averci indicato a parole la strada, saremmo lieti se il ministro o i suoi collaboratori iniziassero concretamente a portarvici, per iniziare a risolvere i mille problemi che una legge sull'argomento racchiude inevitabilmente in sè. A meno che lo scopo di tutto questo movimento non sia la creazione dell'ennesima authority governativa sull'accessibilità, o chi per lei.

Ma siamo certi che questo non è nei pensieri del ministro. Ci permettiamo così di ricordare alcuni dei problemi aperti nelle normative sull'accessibilità, da risolvere ben prima di pensare a bollini variopinti:

  1. Chiara definizione del livello di accessibilità raggiunto
  2. Chiara definizione degli strumenti e degli organi preposti alla verifica
  3. Chiara definizione degli ambiti di interesse: è giusto dire che i siti di servizi, anche privati, debbano essere tenuti all'accessibilità, ma bisognerebber specificare di quali servizi si parla; darne insomma una definizione un po' meno vaga.
  4. Non sarebbe male diffondere, come circolari precedenti facevano, un po' di sensibilità anche verso l'usabilità dei siti, tema strettamente connesso e tuttavia distinto dall'accessibilità: un servizio può essere anche accessibile, ma talmente poco usabile da essere inutile, almeno finché non si definiscono meglio i criteri.

Il problema è evitare un'accessibilità vuota, che arricchisca solo le tasche dei valutatori o di organismi di verifica senza soddisfare nella realtà i bisogni dell'utenza. ¤

12 febbraio 2003

Nuovo articolo su Usabile.it

E' online il nuovo articolo di Maurizio Boscarol: "Cosa sono i test di usabilità". L'articolo esamina diversi modi di condurre il test, senza alcuna pretesa di esaurire l'argomento, per cercare di capire quale può essere più adatto ad un progetto web, e quali benefici siano associati a diverse tecniche. ¤

12 febbraio 2003

Intervista a Bergamo

Siete di Bergamo e dintorni? Sull'"Eco di Bergamo" compare oggi una lunga intervista di Fabiana Tinaglia a Maurizio Boscarol, incentrata sui problemi dell'accessibilità dei siti e sulla nuova proposta di legge Campa-Palmieri di cui abbiamo a lungo già parlato. Ma si parla anche di W3C, di tipi di disabilità e della situazione (invero tragica) dell'accessibilità nel web italiano. ¤

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