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usabilità, accessibilità e interaction design per il web

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Apr 03:

30 aprile 2003

E' in uscita il libro di Maurizio Boscarol!

Il motivo di questi singhiozzi negli aggiornamenti di Usabile.it era stato per metà svelato dall'intervista di Maurizio Boscarol a Undicom: la chiusura del suo libro. Ora, dopo un periodo piuttosto concitato, possiamo finalmente annunciare che "Ecologia dei siti web" uscirà a maggio per i tipi di Hops Libri.

Il libro affronta da un punto di vista teorico e pratico la realizzazione di siti usabili e accessibili, insomma, a misura d'uomo, con le possibilità di design consentite dai fogli di stile. Sono possibili diversi livelli di lettura: da libro consultativo e divulgativo, fino a manuale pratico, con dei template immediatamente sfruttabili nell'attività lavorativa. Sarà accompagnato da un sito dove verranno presentati materiali aggiuntivi e approfondimenti sui temi del libro. Il sito sarà insomma uno strumento di supporto vero e proprio: appena sarà online ne daremo dunque notizia. ¤

17 aprile 2003

Undicom intervista Usabile.it

E' anche online l'intervista che Undicom, periodico degli studenti di Scienze della Comunicazione di Trieste, ha realizzato con Maurizio Boscarol, responsabile di Usabile.it. Nel colloquio si fa un po' il punto della situazione dell'usabilità in Italia, con particolare riferimeno ad una certa mancanza di cultura del servizio che rende difficile anche l'affermarsi di una reale cultura dell'usabilità. Il tutto all'interno di un numero speciale di Undicom dedicato all'identità di rete, tema del convegno tenutosi lo scorso dicembre a Trieste. ¤

15 aprile 2003

Safari è tornato

Dopo alcuni mesi di testing con versioni provvisorie, di cui abbiamo già parlato, e pure più volte, Apple rilascia versione beta 2 di Safari, il nuovo browser che tante simpatie si è attirato in questi mesi da parte degli utenti della mela, alla ricerca di un browser con un adeguato supporto degli standard. La buona notizia è che in questa prima versione ufficiale i problemi precedentemente rilevati sono scomparsi, e Usabile.it si vede correttamente anche con questo browser. Questo non basterà, come si legge su alcune liste, ad abbandonare il supporto a Netscape. Ma perché mai dovremmo abbandonarlo? Supportando gli standard, non dovremmo in teoria nemmeno porci questo problema. Diciamo in teoria, perché il supporto degli standard è ancora imperfetto in quasi tutti i browser, ma è già ora sufficiente a produrre siti discretamente stabili e complessi. Cin cin a Safari, dunque. ¤

09 aprile 2003

M'avanza una proposta di legge per l'accessibilità, interessa?...

La scorsa settimana il Ministro Stanca ha presentato un proprio disegno di legge per l'accessibilità dei siti web. Commenti e controcommenti si sono inseguiti per tutto il week-end nelle liste di discussione: "La legge è carente", "Si tenta un colpo di mano", "Non è vero, è una legge sensata", e via argomentando. Il testo di legge in effetti non sembra male nell'impianto, ma è piuttosto carente nella sostanza: non spiega affatto quali criteri andranno seguiti, ma rimanda la loro definizione ad un successivo decreto attuativo. Il che è effettivamente un salto nel vuoto.

Ma prima ancora che ci potessimo esprimere su questo aspetto, veniamo a scoprire che in realtà le proposte di legge sull'accessibilità dei siti web si sono in questi mesi misteriosamente moltiplicate in parlamento. In una delle citate mailing list dedicate all'argomento se ne sono contate ben dieci (il paziente segugio è Ilaria D'Angelo)!! Ora, ci fa piacere che l'argomento sia sentito da tutte le parti politiche, ma tanto zelo è sospetto. Come mai tutte queste proposte proprio ora? Sarà mica per la vigilia del semestre italiano di presidenza europeo?

Di fatto la legge non arriverà in tempo per coprire il semestre, che parte a luglio. Siamo sufficientemente estranei alle logiche parlamentari da non sapere esattamente perché dieci proposte di legge si contendano l'attenzione dei parlamentari. Ma siamo sufficientemente dotati di buon senso per sapere che questo moltiplicarsi delle proposte rende di fatto vano il contributo della comunità di professionisti, quella stessa comunità che stava provando a dare il suo contributo al pdl 3486. Non perché fosse migliore degli altri, ma perché i relatori di quella proposta avevano avuto la furbizia di chiederlo. Ora, contribuire nel merito ad un testo per provare a migliorarlo è possibile, ma passare in rassegna dieci proposte, entrando nel dettaglio di ognuna di queste, senza sapere quale di queste poi verrà effettivamente approvata, è impossibile.

La conseguenza più immediata di questo moltiplicarsi delle proposte, dunque, è che la legge con ogni probabilità verrà calata dall'alto e non potrà godere del contributo volontario di chi si occupa quotidianamente di questi temi. Ad eccezione fatta dei consulenti personali che ogni relatore, supponiamo, avrà interpellato... ¤

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