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agosto 2005:

9 agosto 2005

Un'estate accessibile: decreti, valutazioni automatiche e codice valido

Oggi viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo della legge 4/2004 (Legge Stanca) per quanto riguarda l'accessibilità dei siti. Da questo momento la legge diventa valida anche per il web e i contratti e le novazioni dovrebbero dunque essere soggetti ad essa.

Contemporaneamente è in corso un interessante dibattito (che tuttavia non ci sorprende affatto, se non per il ritardo con cui è stato intrapreso) sui limiti delle valutazioni automatiche dei check-point di accessibilità. Juicy Studio ha approntato una pagina con numerose violazioni delle web content accessibility guidelines che non vengono rilevate dai software di valutazione automatica. Chi segue Usabile.it tuttavia sa già da tempo che le valutazioni automatiche effettuate con questi programmi sono solo un ausilio per velocizzare l'identificazione di qualche problema, e che la verifica deve essere in realtà svolta accuratamente da valutatori umani. A proposito dei tipi di dati e di valutazioni sull'accessibilità (e non solo), ricordiamo questo articolo (tecnico per un principiante, ma crediamo utile per chi deve svolgere le valutazioni). Come sarà possibile svolgere verifiche di grandi moli di pagine? Lo vedremo strada facendo.

Approfittiamo dell'argomento per rendere noto un esempio che abbiamo preparato a proposito della relazione fra codice valido e accessibilità. La tesi che sosteniamo è che il codice valido non è necessario e non è sufficiente per produrre pagine accessibili, ma è un criterio preferenziale. Questa pagina infatti non è valida, ma è sicuramente molto più accessibile di quest'altra (che invece è valida). Il perché è presto detto: la prima contiene codice ben strutturato e con valore semantico, e qualche errore banale che impedisce la validazione, la seconda solo una serie di div con stili in linea. L'uso massiccio dei div vi sembra solo una provocazione? Consultate il codice di tiscali.it e corriere.it, tanto per citare i più famosi, e poi sappiatemi dire. Certo, in quei casi il codice non è nemmeno valido. Ma se anche lo fosse, il criterio progettuale seguito, con abbondante uso di marcatura senza valore semantico e strutturale, renderebbe le pagine accessibili tecnicamente, ma scarsamente utilizzabili da parte di screen reader e poco strutturate e comprensibili da chi non fruisce della pagina attraverso i fogli di stile.

La domanda è: questo modo di progettare (chiamato anche "divite", per l'uso quasi esclusivo del marcatore "div") diminuisce l'usabilità o l'accessibilità della pagina? Il quesito è di quelli che appassionano sotto l'ombrellone.

Riprenderemo la questione (che è solo in apparenza capziosa) nelle prossime settimane. Piccolo suggerimento: il problema, forse, nasce dal fatto che nessuno ha definito chiaramente il concetto di accessibilità. Come sapete per l'usabilità ci ha pensato l'ISO, che comunque sta preparando una norma anche per l'accessibilità. Per prepararvi al prosieguo della questione vi segnalo un sito che si occupa di universal usability, così la confusione è completa. Buona estate! ¤

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