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usabilità, accessibilità e interaction design per il web

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Ago 03:

16 agosto 2003

Anche le linee guida vengono recensite...

John Slatin, direttore dell'Institute for Technology & Learning dell'università di Austin, Texas, e membro del WCAG-WG, recensisce le linee guida sull'accessibilità di Pernice Coyne e Jakob Nielsen del 2001, le stesse che sono state implementate da Lift di Usablenet. Alcune di queste linee guida secondo Slatin hanno senso, altre molto meno. Il lato però peggiore è che si tratta di linee guida a pagamento: 190$ per una copia, e ben 390$ per il diritto di far delle copie.

Secondo Slatin, sulla base degli stessi dati di disoccupazione dei disabili riportati dal documento di Coyne e Nielsen, le linee guida risulterebbero economicamente inaccessibili proprio alla comunuità di disabili e alle organizzazioni no-profit che più intensamente dovrebbero supportarle. Slatin conclude chiedendosi: chi pagherebbe per queste linee guida? Le grandi compagnie, i gruppi di ricerca universitari. Non i disabili stessi. Proprio quel che è successo, ad esempio, con Lift.

Al contrario, giova ricordare che il lavoro del WCAG-WG e tutti i documenti del WAI sono pubblicamente disponibili. ¤

6 agosto 2003

Bardi Web Award senza usabilità

Uno dei vincitori del Bardi Web Award (per la categoria no profit) è il sito del Laboratorio dell'Immaginario Scientifico di Grignano (Trieste). Fra le motivazioni, riportate dal quotidiano "Il Piccolo", ci sarebbe l'equilibro fra qualità dei contenuti e navigabilità e usabilità. Conosciamo e apprezziamo l'attività del LIS di Trieste, ma non possiamo non notare che questo premio, con la menzione della parola "usabilità" nelle motivazioni, getta quantomeno una luce sospetta sul reale valore dei premi web italiani. Non basta dire, come una formula magica, "usabilità" per ottenerla.

Il sito presenta infatti un'home page priva di alcuna label di navigazione. Alla moda di 3 anni fa, le immagini che fungono da link (rigorosamente senza alcun alt text: dunque perfettamente inaccessibili ai non vedenti) presentano una label verbale solo al rollover. Violazione delle più semplici linee guida di usabilità riguardanti la navigazione. I link migliori sono sempre verbali, e soprattutto devono essere immediatamente visibili, senza costringere gli utenti a compiere delle azioni per farle comparire. In questo modo, oltretutto, gli utenti sono costretti a mandare a memoria le label delle diverse icone.

Non solo: le principali icone di navigazione fanno comparire dei sottomenu, che richiedono la solita dose di perizia nel manovrare il mouse per poter scegliere la voce desiderata. Se ci si sposta un po' più in là, il sottomenu sparisce e bisogna ricominciare da capo.

All'interno le cose vanno un po' meglio: i menu sono usati in maniera appropriata. Ma la home page è decisamente da rifare, non solo per la navigazione da indovinare, ma anche perché non è sufficientemente informativa, così come nel livello successivo, prima di arrivare alle pagine di contenuto.

Non vogliamo con questa segnalazione mettere in croce gli autori del sito del LIS: sappiamo che progetti di questo tipo sono condotti con passione da persone che spesso non hanno nemmeno un budget vero e proprio a disposizione, vedono evolvere il progetto nel tempo e fanno le cose con il massimo dell'entusiasmo. Vogliamo piuttosto sottolineare la logica incomprensibile dei premi. Il Bardi è peraltro finanziato da importanti enti pubblici, non solo privati. Che tali enti avvallino scelte che non tengono in reale conto l'usabilità dei prodotti (che non può essere l'unico criterio di giudizio, ma che dovrebbe essere, come dire, un criterio preliminare) non può che lasciare scoraggiati chi come noi si batte, nel proprio piccolo, da tre anni per la diffusione di concetti elementari di usabilità e, più recentemente, di accessibilità dei siti come requisiti non castranti o limitanti, ma come semplici "prerequisiti d'uso" dei prodotti a base informatica, prerequisiti in grado di aggiungere valore al progetto.

Non abbiamo visitato tutti i siti premiati: solo qualcuno, a campione. E non possiamo non notare come non vi sia, fra i criteri di premiazione, alcuna attenzione alle tendenze più recenti del web design internazionale, come l'uso accorto e creativo dei fogli di stile e la validità del codice di markup. Si tratta di premi che avrebbero potuto essere assegnati 3 anni fa. Quanto ci vorrà affinché questioni come usabilità, accessibilità, correttezza del markup, separazione fra presentazione e contenuto, vengano considerati prerequisiti dei siti finalisti, che solo a quel punto dovrebbero, com'è ovvio, venir giudicati per l'adeguatezza e la creatività del progetto? La diffusione di una reale cultura "ecologica" del web design passa anche da premi come questo, che hanno un seguito indubitabile. Sarà per l'anno prossimo?... ¤

 

1 agosto 2003

Internet news sui CSS

Il numero di luglio/agosto di Internet News, da qualche settimana in edicola, contiene un articolo di Maurizio Boscarol sull'uso dei fogli di stile, intitolato "vestire i contenuti". L'argomento non è di esatta pertinenza di questo sito, ma riguarda l'uso corretto del codice html in associazione ai fogli di stile: qualcosa di cui parliamo nel libro "Ecologia dei siti web". A quell'articolo ne seguiranno altri: se avete qualche suggerimento o richieste pratiche sull'uso dei CSS, potete dunque scriverci: cercheremo di tenerne conto negli articoli futuri. ¤

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