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11/10/2003

Alistapart e l'usabilità: analisi di un redesign

[di Maurizio Boscarol]

E' online in questi giorni il redesign di Alistapart, la più nota web-zine dedicata al mondo del web design, famosa per lo stile unico datole dal creatore Jeffrey Zeldman e per il costante supporto alla causa degli standard web. Scopo dichiarato del redesign: fra le altre cose, migliorare l'usabilità, e semplificare la gestione attraverso l'uso di un CMS personalizzato.

E' dunque legittimo chiedersi se l'usabilità sia stata, come annunciato, migliorata. La risposta, come vedremo, è articolata e particolarmente interessante, perché rivela come essa dipenda spesso dall'identificazione di precisi utenti e scenari d'uso.

Larghezza della colonna

La scelta più controversa, anche a detta di alcuni utenti, è la limitata larghezza (peralto non proporzionale, ma fissata in pixel) della colonna di testo. Se nella home page la limitata larghezza non crea comunque particolari problemi perché le informazioni sono poche e non estese, nelle pagine degli articoli questa scelta ha effetti variabili a seconda della risoluzione del monitor dell'utente. Per capirne di più abbiamo confrontato la resa dell'articolo 116 (scelto arbitrariamente come esempio) nella vecchia e nella nuova versione del design a 3 diverse risoluzioni e con l'impostazione dei caratteri a "medio". Nota: Una immagine dei due design a 1024 x 768 pixel è online a beneficio dei lettori che non conoscono il precedente design: vecchia versione, e nuova versione. Il copyright di entrambe è di alistapart.com, riprodotte a solo scopo documentativo.

Nella seguente tabella il riassunto di come cambia l'interfaccia a diverse risoluzioni del monitor:

Confronto di lunghezza righe e numero di schermate a diverse risoluzioni fra il redesign e la vecchia versione di www.alistapart.com
  Vecchia versione Nuova versione
Dati base con impostazioni "Carattere medio" Trebuchet 12px, riga ridimensionabile Trebuchet 13px, riga di 390 pixel, circa 65 CPL
640 x 480 12 schermate, 11 click 12 schermate, 11 click
800 x 600 8 schermate, 7 click 9 schermate, 8 click
1024 x768 5 schermate, 4 click 6 schermate, 5 click

Cosa si può concludere da questo confronto? Dal punto di vista della velocità di lettura, alcune ricerche sembrano suggerire che righe lunghe si leggano più rapidamente di linee medie o corte, anche se un recente esperimento suggerisce invece che vi possano non essere differenze significative. La questione va considerata non risolta, perché le ricerche in ogni caso sono condotte con testi più grandi e leggibili, e soprattutto più corti: massimo 4 schermate: è possibile che con una dimensione del carattere più piccola o con testi più lunghi (come la maggior parte degli articoli di alistapart) le differenze diventino più sensibili. In generale, non ci sono elementi per dire che la velocità di lettura sia migliorata o peggiorata con il recente redesign.

Le ricerche riportano invece un'altro aspetto che sembra esser stato tenuto in considerazione da parte degli autori del redesign. Gli utenti dichiarano di preferire righe di grandezza media (attorno a 75 CPL, caratteri per linea), piuttosto che lunghe o corte! La scelta di 65 CPL pare dunque un compromesso fra leggibilità, grandezza del carattere, compatibilità fra varie risoluzioni e preferenze dell'utente, ma non sembra aver a che fare con il miglioramento oggettivo della prestazione.

Per quanto riguarda invece l'efficienza dell'interfaccia, la nuova interfaccia presenta nel complesso un lieve peggioramento: sono necessarie maggiori azioni da parte dell'utente per portare a termine il compito (leggere per intero l'articolo). In due risoluzioni su tre il numero di schermate, e dunque di scorrimenti o di click necessari, aumenta. Questa relativa scomodità potrebbe bilanciare la presunta preferenza dell'utente per righe di lunghezza media? Non ci è dato saperlo. Come gli stessi autori delle ricerche riconoscono, la questione della lunghezza della linea e dello scorrimento non è ancora definitivamente risolta, perché non tutti gli incroci fra queste variabili sono stati effettivamente testati.

C'è però da sottolineare che se un utente ha esigenza di ingrandire il carattere, la prestazione diventa molto più scomoda per effetto combinato di due fattori: l'aumento del carattere, data la larghezza fissata della linea, porta ad una diminuzione del numero di CPL (e gli adulti non dimostrano di gradire righe a CPL molto basso), e il numero di schermate necessarie a leggere l'articolo (dunque il costo in termini di azione da parte dell'utente) aumenta di molto.

Come valutare dunque l'usabilità di questa scelta di redesign? Come si vede, non è possibile trarre conclusioni definitive, ma è realisticamente ipotizzabile che in condizioni normali non vi siano grandi mutamenti dell'usabilità: una maggior grandezza del carattere è bilanciata dalla necessità di scorrimento in più; e d'altra parte la possibilità (prima assente) di ingrandimento del carattere si controbilancia con la diminuzione drastica di numero di CPL e con la necessità di scorrere di più la pagina.

Questo caso ci sembra esemplare di come talvolta le scelte di design siano una coperta corta: tirando da una parte, si accorcia dall'altra.

Uno scenario alternativo

Quali alternative? Ne ipotizziamo una, partendo da un assunto ipotetico: se il sito avesse, com'è logico pensare dato il target cui si rivolge (designer, professionisti che fanno siti), una relativa maggioranza di utenti con alte risoluzioni del monitor, allora avrebbe potuto essere più utile mantenere la pagina con dimensioni proporzionali simili a quelle della precedente versione, e contemporaneamente aumentare il carattere e renderlo dimensionabile. In questo modo per medie e alte risoluzioni del monitor un ingrandimento del carattere avrebbe portato ad una minore necessità di scorrimento, perché la riga sarebbe risultata uguale (a 800 x 600) o più larga (a 1024 x 768) consentendo in quel caso un numero accettabile di CPL anche in quelle condizioni e contemporaneamente un minor numero di scorrimenti. Naturalmente a risoluzioni più basse la dimensione della riga sarebbe stata un po' inferiore (320 pixel contro 390), obbligando quegli utenti (nel nostro scenario ipotetico una minoranza) a scorrere un po' di più.

Ribadiamo che questa analisi è solo un esercizio per dimostrare in pratica come le scelte e le possibilità varino a seconda degli scenari che si decide di privilegiare. Nel caso del redesign di alistapart si è scelta un'uniformità di CPL per tutte le risoluzioni, anche a rischio di penalizzare forse un po' gli utenti a risoluzioni molto alte. Scelte di diverso tipo avrebbero comunque portato dei piccoli svantaggi ad utenti con risoluzioni più basse. Circa gradimento e leggibilità ulteriori analisi con utenti sono necessarie per dire una parola definitiva.

Indici e archivi

Un'ulteriore cambiamento è visibile nelle pagine di indice, dove è possibile cercare i vecchi articoli. In luogo di una tabella con una cinquantina di titoli della precedente versione, ora ci sono pagine con soli 10 titoli, da scorrere peraltro solo all'indietro. Per cercare l'articolo 116, non c'è altro da fare che cliccare all'indietro 5 volte, oltretutto scorrendo ogni volta la pagina fino in fondo, perché il link si trova a fondo pagina. Un peggioramento molto sensibile dell'usabilità, in questo caso, che pare essere guidato da un falso mito del mondo del design: cioè che l'usabilità migliora mettendo meno roba nella pagina. Questo non è né falso né vero. Dipende dalle situazioni e dai compiti. Ma in questo caso la legge di Hick ci ricorda (per farla breve) che è più rapido trovare una voce in un elenco di 50 voci, che in 5 pagine di 10 voci ciascuna. Se poi ci aggiungiamo tempi di scaricamento e necessità di scorrere la pagina, il sistema risulta più scomodo.

Correlazione e categorie di articoli

Un miglioramento evidente è l'introduzione di un utile menu laterale che suddivide gli articoli in categorie. Tuttavia è peggiorato il sistema di correlazione fra articoli. Nella precedente versione ogni articolo aveva una serie di titoli correlati nella colonna di destra. Ora ad essere correlate sono solo le categorie. Questo ovviamente è un peggioramento, che porterà probabilmente (assieme ad altre scelte) ad un numero più alto di pagine viste del sito, ma ad una maggior frustrazione degli utenti, che dovranno faticare di più per trovare gli articoli veramente simili a quello di partenza.

Come sono indicati gli articoli correlati nelle due versioni del sito
Vecchia versione: Nuova versione:
Vecchia versione dei link agli articoli correlati sul sito alistapart.com Nuova versione dei link correlati su alistapart.com

Conclusioni

Ci sarebbero naturalmente altri aspetti da considerare. Ma questa semplice e parziale analisi ci dimostra innanzitutto che l'usabilità dipende da quali scenari si vogliano privilegiare. In questo caso abbiamo variato solo la dimensione dello schermo, e ciò che funziona bene a certe risoluzioni, peggiora la prestazione ad altre. Molte altre questioni che riguardano più direttamente le caratteristiche delll'utente possono incidere sulle scelte.

Nel caso in esame alcuni aspetti dell'usabilità del sito sono migliorati, altri sono rimasti sostanzialmente inalterati, mentre altri ancora sono peggiorati. Senza dubbio si avrà dispersione nella navigazione. Il fatto che questo porterà ad un maggior numero di pagine viste dovrebbe far riflettere su questo dato come indicatore del successo di un sito. Spesso invece si tratta esclusivamente dell'indicazione di un'usabilità imprecisa, di una cattiva organizzazione delle informazioni, e di prestazioni più frustranti per gli utenti.

Infine, questo esempio ci offre l'occasione di dimostrare come l'usabilità non ha a che vedere solo con la pulizia del design o con le sue qualità estetiche. Il redesign in questione è infatti gradevole (come lo era il precedente), ma i peggioramenti dell'usabilità dipendono dalla mutata strutturazione dei compiti e da questioni di mera efficienza, non certo dalla piacevolezza complessiva della grafica, che ha la sua importanza, ma non garantisce da sola una buona usabilità.

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